Sono poche le aziende che proteggono gli endpoint dei clienti durante le transazioni finanziarie, bersaglio preferito dei criminali

05 ago 2014
Notizie Business

Secondo un sondaggio condotto da Kaspersky Lab e B2B International, solo il 52% delle società finanziarie e il 46% delle aziende che si occupano di e-commerce crede di dover proteggere maggiormente le transazioni finanziarie. Un numero ancora minore di imprese che operano in questo settore fornisce una protezione per i dispositivi dei propri clienti.

Le aziende di e-commerce sono le meno propense a tutelare le operazioni finanziarie. Il 16% delle imprese che opera nel mercato del commercio elettronico afferma, infatti, di non essere interessata a installare soluzioni di sicurezza speciali contro le frodi online, solo il 38% sarebbe disposto a investire in questi strumenti.

Il 30% delle aziende che gestisce flussi di denaro su Internet non fornisce attualmente una protezione per i dispositivi dei clienti durante le transazioni e afferma che non ha in programma di farlo in futuro nonostante questo rappresenti il punto più debole della catena di sicurezza e potrebbe portare i clienti a perdere del denaro e le aziende a perdere profitti e a danneggiare la propria reputazione. Il 28% delle aziende non si preoccupa di installare software anti-frode sui dispositivi mobili dei clienti, mentre il 30% delle aziende non cerca di proteggere neppure la propria infrastruttura contro questo tipo di attacchi. Questo atteggiamento disinvolto nei confronti della protezione dei pagamenti potrebbe portare a reazioni negative da parte dei clienti: tre quarti degli utenti infatti si aspetta che le società finanziarie si assumano la responsabilità di salvaguardare tutti i propri dispositivi e il 40% degli intervistati è addirittura convinto che la società provvederà a rimborsare il denaro eventualmente perso.

I dati dell’indagine di Kaspersky Lab dimostrano che il numero di minacce informatiche rivolte ai dati finanziari dei singoli utenti è in costante crescita. Secondo quanto è emerso dai dati estratti dal Kaspersky Security Network, gli attacchi informatici che hanno utilizzato software bancari nocivi nel periodo tra il 19 maggio e il 19 giugno, sono stati 1,4 milioni, un aumento del 15% rispetto al periodo che va dal 19 aprile al 19 maggio.

"Sono sempre meno i criminali disposti a rapinare fisicamente una banca urlando 'Questa è una rapina!'. Molti crimini stanno migrando verso il mondo online. I criminali informatici prendono di mira le banche attaccando gli anelli meno protetti della catena come, ad esempio, i dispositivi dei clienti e le transazioni finanziarie online effettuate con tali dispositivi. Al fine di tutelare i clienti e il loro denaro - e non ultima la reputazione della società - le organizzazioni finanziarie dovrebbero utilizzare soluzioni integrate e multilivello che forniscano una prevenzione proattiva delle frodi di massima efficacia e che ottimizzi l'esperienza utente. L'utilizzo di una piattaforma unificata in grado di fornire una protezione sia per l’endpoint del cliente che per l’infrastruttura della banca fornisce una prevenzione mirata e globale che le soluzioni separate non riescono a garantire", dice Ross Hogan, Global Head of the Fraud Prevention Division di Kaspersky Lab.

Ad esempio, la piattaforma Kaspersky Fraud Prevention, introdotta da Kaspersky Lab all'inizio di quest'anno, è stata progettata specificamente per le banche, per i sistemi di pagamento e le società di e-commerce. La parte server installata all’interno della società finanziaria viene utilizzata per monitorare tutte le transazioni allo scopo di individuare le attività sospette che possono rappresentare un tentativo di frode. Le applicazioni installate sui dispositivi degli utenti forniscono un ambiente sicuro per i pagamenti online. Utilizzare una soluzione multi-componente permette di proteggere tutte le fasi della transazione e, inoltre, i servizi aggiuntivi di Kaspersky Fraud Prevention aggiornano i servizi di sicurezza della banca su tutte le nuove minacce e contribuiscono a rendere più affidabili le politiche di sicurezza.

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